Ubuntu 8.04 Hardy Heron – Ritorno a Linux (Parte_1)

Ubuntu Logo Non metto le mani su un sistema Linux da parecchio tempo. Molti anni fai mi trovai ad utilizzare la distribuzione Mandrake poi, non ne rammento neanche il motivo, ho lasciato perdere Linux continuando ad usare unicamente Windows. Peccato…
Ma il tempo passa e la voglia di “riprovarci” è tanta. E’ ora di cambiare, vedere, imparare ed usare al meglio qualcosa di diverso e, potenzialmente più avanzato. La conoscenza dei sistemi Unix in generale potrebbe rivelarsi estremamente utile in molte occasioni. E’ ora di…. Ubuntu.

Ho brutti ricordi con problemi di incompatibilità hardware: in primo luogo il modem, uno stramaledetto winmodem incompatibile con tutto quanto non sia windows, poi la scheda grafica che non andava al suo meglio ed altri problemini minori. Inoltre ho odiato il dover ricorrere al terminale per ogni operazione che non fosse copiare un file o lanciare un programma. Semplicemente non ho apprezzato la versatilità e potenza di strumenti a me alieni… ero troppo invischiato nelle logiche funzionali di Windows. Non avevo compreso che  Linux rappresenta il “nuovo”, la vera alternativa.
Negli ultimi ultimi tempi stiamo assistendo anche ad una grande crescita della diffusione dei computer targati Apple, il Mac OS X trova continuamente nuovi adepti. Il fatto è che dal mio punto di vista il Mac non è poi così diverso da Windows… sono entrambi sistemi proprietari e semi-blindati.
Alcuni amici mi parlano molto bene di Ubuntu. Bene, è deciso. Aspetto l’uscita della versione 8.04 e parto alla (ri)scoperta di Linux. Nel frattempo cerco di documentarmi il più possibile, non voglio trovarmi completamente impreparato guardando lo schermo vuoto chiedendomi “ed ora che faccio?”.Ubuntu 8.04 è una versione LTS. L’acronimo sta per Long Time Support, significa che Canonical, la società che sviluppa Ubuntu, garantisce la disponibilità di aggiornamenti fino al 2011. Una buona cosa ma, prevedo che per quella data probabilmente sarò già passato ad una versione successiva.
Rimane da scegliere una tra le 3 varianti principali: Ubuntu, Kubuntu o Xubuntu? Le prime due si differenziano sostanzialmente per l’ambiente grafico integrato, rispettavamente Gnome e Kde. La terza invece offre Xfce, un ambiente più leggero, adatto a computer meno potenti (sono richiesti per l’utilizzo solo 192 Mb di ram in luogo dei 256 per Ubuntu e Kubuntu).
Il portatile in cui intendo installare Linux va ben onltre le richieste minime. Si tratta di un Intel dual core T5250 con 2 GB di memoria ram, scheda NVIDIA con 256 Mb di memoria dedicata e parecchio spazio sull’hard disk. Un macchina niente male… non avrò problemi a farlo girare. Decido quindi di installare Ubuntu, al limite in caso voglia cambiare ambiente grafico posso installare gli altri in pochi click, direttamente dal gestore di pacchetti Synaptic.

L’unico dubbio riguarda il riconoscimento di tutte le periferiche. In realtà ho già provato la versione precedente (7.10 Gutsy Gibbon) grazie alla funzionalità Live CD. Una bella comodità, soprattutto quando si hanno dubbi sul riconoscimento dell’hardware. Quindi non mi aspettavo grandi sorprese in tal senso.

Scarico l’immagine ISO, procedo alla masterizzazione e mi accingo ad installarla sul portatile. Tutto procede  senza alcun problema. Mi viene chiesto di selezionare la lingua e la città in cui mi trovo (per impostare correttamente il fuso orario) dopodiché si passa alla fase più delicata: il partizionamento del disco per fare spazio al nuovo sistema operativo.
Linux solitamente fa uso di almeno due partizioni, una più grande che contiene tutti i file ed una per lo swap (scrittura temporanea dei dati su disco nel caso in cui si esaurisca la memoria ram). Scelgo la prima opzione proposta, il ripartizionamento guidato, un comodo slider mi consente di impostare lo spazio da dedicare a Linux e quello da lasciare alla partizione esistente.
Per Ubuntu è consigliata una partizione con una dimensione minima di 4 Gb, una volta installato il sistema però rimane poco spazio per i dati e l’installazione di nuovi programmi. Voglio star largo e gli dedico ben 25 Gb :)
E comunque Ubuntu 8.04 accede perfettamente alle partizioni NTFS di Windows, quindi in caso di bisogno potrò utilizzarle senza problemi.

Da questa versione di Ubuntu è inoltre possibile installare Linux in una partizione Windows (NTFS o FAT32) mediante Wubi. Nei prossimi giorni scriverò un articolo dettagliato su questa modalità di installazione utilissima per evitare il ripartizionamento dell’HD. Unico aspetto negativo è il leggero calo di prestazioni negli accessi al disco (comunque mediamente quasi inavvertibile).

Bene il sistema è installato. Impostato nome utente e password, essenziale per eseguire quei comandi che vanno a modificare i files di sistema, comprese le installazioni di nuovi programmi.
Il sistema si avvia correttamente, molto bello l’ambiente grafico Gnome e l’immagine di sfondo scelta per questa versione.
Tutto funziona per il meglio, l’hardware riconosciuto perfettamente. Mi collego ad internet tramite la connessione wireless. Ascolto musica e guardo film mediante il lettore multimediale incluso. Eppure è necessario ancora qualche piccolo intervento….
Nella seconda parte di questo articolo (tra pochi giorni) inserirò le impressioni d’uso dei primi giorni, gli interventi atti a personalizzare ed ottimizzare il sistema nonché una descrizione delle applicazioni installate di base.

P.S. Questo è il mio primo articolo scritto da un PC Linux, il primo di una lunga serie. *emozionato* :)

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