Smokymizer recensione, cartomizzatori CE3 per sigaretta elettronica

Cartomizzatori per sigaretta elettronica, conosciuti come CE3 (cartomizzatori edizione 3) o più semplicemente come Smokymizers. Recensione completa, come funzionano, esperienza d’uso, pregi e difetti, impressioni generali e consigli vari. Sono validi? rappresentano una valida alternativa ai clearomizers CE2?  Confronto con i tradizionali cartomizzatori o clear ceramici.

Smokymizers CE3 – cosa sono

Evoluzione dei CE2, questi nuovi CE3 prodotti da Microcig portano la resistenza verso il basso, vicino all’attacco batteria. Il risultato è quello di avere un vano per il liquido senza elementi metallici, fili elettrici e saldature. L’afflusso di liquido verso la parte riscaldante avviene grazie ad una porzione di wick immerso nello stesso.
Il contenitore plastico esterno è di colore opaco e mostra una buona resistenza agli eventuali urti.
La ricarica avviene mediante una siringa e prevede una procedura leggermente più complessa dei clear, in questo caso è infatti consigliabile chiudere la parte bassa con un tappino in gomma per evitare perdite di liquido, a fine processo è altresì necessario richiudere il foro di ricarica con l’apposito tappino in gomma.

E’ possibile smontare completamente gli Smokymizers accedendo ad ogni loro parte, pratica utile nel caso in cui si voglia procedere con le periodiche operazioni di pulizia, sia semplici (risciacquo) che profonde (dryburn).
Contenuto della confezione: 5 Smokymizers con attacco 501 sigillati singolarmente, 1 ago metallico con punta arrotondata, drip tip in plastica e tappino di chiusura di riserva, card con breve guida (istruzioni d’uso).

Recensione

Iniziamo con il dire che lo Smokymizer perde liquido, già durante la fase di ricarica si perde del liquido dalla parte bassa (la filettatura sull’attacco batteria), bisogna essere piuttosto rapidi nel riposizionare il piccolo tappino per limitare tali perdite. E’ facile ritrovarsi con le mani inzuppate, quindi meglio effettuare la ricarica con dei guanti e comunque su una superficie sicura, meglio se all’interno di un lavandino o di un contenitore plastico.
Solitamente con i clear soffio dal lato beccuccio tenendo il cartom su un foglio di carta assorbente, in tal modo elimino le gocce di liquido in eccesso ed evito il gorgogliare dello stesso durante l’uso. Ho provato a fare la stessa cosa con lo Smokymizer ma a quanto pare soffiando continua a uscire liquido continuamente, anche se lo smoky è correttamente chiuso. Soffiando dal lato opposto la situazione migliora, elimino le gocce di troppo dal tubo di aspirazione e procedo alla prova svapo vera e propria.

Buona la resa aromatica, paragonabile ai clear, forse merito della resistenza leggermente più alta. Ad ogni modo il vapore è freddo, il posizionamento della resistenza vicino alla batteria fa si che il vapore arrivi alla bocca già completamente raffreddato, il fenomeno è ancora più accentuato utilizzando il drip tip in plastica in dotazione.
Ma c’è un problema, bastano pochi tiri e alcuni minuti per ritrovarmi con la mano e l’ecig bagnata. La perdita dalla parte bassa è talmente elevata da ritrovarmi con lo smoky semivuoto in brevissimo tempo. Un ml e mezzo del mio migliore liquido andato completamente perso, distribuito un po’ dappertutto su mani e scrivania.
Ok, riparto da capo, lo riempio di nuovo ma questa volta lo chiudo dalla parte della filettatura con la copertura in gomma in dotazione al drip-tip, posiziono il piccolo tappino spingendolo fino in fondo e inserisco il drip tip in modo da mantenerlo fermo, controllo che il tubo esterno sia ben agganciato sulla parte metallica e che la guarnizione non sia danneggiata. Durante la ricarica perdo meno liquido ma il risultato finale non cambia, per quel poco che funziona rilevo una buona resa degli aromi, ma in breve la perdita è tale da costringermi ad una sospensione.

Ho già avuto modo di leggere recensioni su forum USA e inglesi non proprio entusiaste, sapevo dei “piccoli” problemi di perdite ed effettivamente non ho letto di nessuno che li trovasse eccezionali a lungo termine.
Ad un certo punto ho pensato che un prodotto tanto pubblicizzato e diffuso non può essere così scadente. Sarà un singolo esemplare difettoso. Ok ne apro un altro, lo riempio di liquido per il 70-80%, lo posiziono in verticale su un fazzoletto di carta ed aspetto. Dopo alcune ore il risultato è il seguente: smokymizer semi vuoto e fazzoletto completamente imbevuto.

Non mi do per vinto, tiro fuori il terzo dalla confezione, lo apro e con le dovute accortezze lo riempio, questa volta opto per un liquido all VG (solo glicerina, niente glicole propilenico) sicuramente più denso. La ricarica avviene senza troppi problemi, le perdite sono ridotte a poche gocce. Attendo alcuni minuti e lo agito leggermente affinché il liquido imbibisca correttamente il wick, infine procedo con la prova. Finalmente un esemplare che in qualche modo risulta funzionale. Di contro in questo caso si verificano i problemi opposti, il liquido non scorre a sufficienza e la resistenza non è impregnata in maniera ottimale, quello che si ottiene è un leggero gusto bruciato, soprattutto con tiri consecutivi ravvicinati. Il vapore è freddo e manca del tutto di corposità.

Conclusioni

Questa terza prova mi ha costretto a rivedere leggermente il mio giudizio e a riscrivere la recensione che, nella sua prima versione, appariva molto più negativa.
I produttori hanno voluto ascoltare i consigli di chi chiedeva a gran voce un sistema con atomizzatore vicino alla batteria, in cui il liquido scorresse per semplice forza di gravita verso il wick e la relativa resistenza. Il problema è che un sistema di questo tipo ha una efficacia che dipende da troppi fattori, basta una minima tolleranza perché non funzioni a dovere, ad esempio un liquido troppo fluido affinché e si verifichino perdite, se al contrario è troppo denso allora non scorre bene e si ottiene quella tipica puzza di bruciato derivante dal riscaldamento di una resistenza semi asciutta. I classici problemi che si verificano con molti dei Tank sul mercato.

In definitiva gli Smokymizers appaiono come accessori non soddisfacenti, personalmente sono rimasto molto deluso dal loro utilizzo. Mancano di consistenza tra un esemplare a l’altro. Nel caso peggiore si avranno grandi perdite e quindi una totale inutilizzabilità. Nel caso migliore si avranno dei problemi di affluenza del liquido verso la resistenza con relativo gusto bruciato, una resa degli aromi non ottimale ed un vapore freddo e poco corposo. Insomma non mi sento di consigliarli a nessuno ed esprimo questo mio disappunto non indicando alcun link di negozi in cui poterli acquistare.

Se proprio volete utilizzare i cartom ceramici, affidatevi ai classici clearomizer CE2, sia in versione normale che XL da 1.8 ml, oggi sono disponibili anche nella nuova variante con tubo plastico opaco non soggetto a facili rotture. La procedura per la ricarica è forse un po’ complessa all’inizio e comunque necessita di una siringa, bisogna modificare leggermente il primo tappino in plastica per evitare gusti bruciati, ma una volta completata una breve fase preparatoria risultano molto soddisfacenti. Non intendo dire che siano perfetti, ma credo rappresentino un buon compromesso tra economicità, affidabilità, resa aromatica e temperatura del vapore.

Ti piace questo articolo? Consiglialo ad altri utenti:

0 Responses to “Smokymizer recensione, cartomizzatori CE3 per sigaretta elettronica”


  • No Comments

Leave a Reply