Revita caricabatteria per le pile alcaline, opinioni, funziona davvero?

Un caricabatterie utilizzabile con stilo e ministilo, ovvero AA e AAA, sia ricaricabili NiMh che le classiche alkaline usa e getta tipo Duracell o Energizer. Facile da usare, sicuro e veloce, permette di rigenerare da una a 4 pile contemporaneamente.

Revita è uno strumento con cui risparmiare soldi e fare del bene all’ambiente, si tratta di un innovativo caricabatterie compatibile con i formati AA (stilo) e AAA (ministilo). Sarebbe in grado di ricaricare, o per meglio dire rigenerare, sia le batterie ricaricabili NiMh da 1.2 volt (es Sanyo Eneloop) che la classiche alcaline usa e getta da 1.5 volt. Dotato di un avanzato circuito interno con microprocessore, il quale analizza in tempo reale lo stato di carica e la temperatura al fine di garantire una elevata sicurezza.
Disponibile in 3 distinti modelli: RV1 con 4 slot batterie e da collegare alla rete elettrica (prezzo 32,90€), RV2 4 slot ma con attacco USB (prezzo 28,90€), RV3 modello più piccolo e portatile con 2 soli slot e cavo USB (prezzo 24,90€).
Tutti sono dotati di circuiti indipendenti per ogni slot, ciò significa che è possibile ricaricare anche una sola batteria per volta oppure impiegarlo con batterie di diverse marche o con diverso stato di carica.

Uno strumento utile all’ambiente e vantaggioso in termini economici. Ricaricare le comuni batterie significa immettere meno sostanze inquinanti in natura e risparmiare sull’acquisto di nuove pile. Questi caricabatterie si possono comprare direttamente sul sito ufficiale Revitacharger, nei negozi specializzati in prodotti elettrici e elettronici oppure nei supermercati.

E arriviamo quindi alle immancabili opinioni. Sul sito si parla di tecnologia rivoluzionaria con tanto di brevetti internazionali, insomma lo descrivono come qualcosa di completamente nuovo. Eppure mi ricordo in passato, diversi anni orsono, di aver già visto dei caricabatterie capaci di ricaricare le alcaline, sinceramente non ne ricordo la marca ma dopo breve tempo sono scomparsi dal mercato e quasi caduti nel dimenticatoio. Il problema è che le alcaline, per come sono concepite e soprattutto per gli elementi chimici al loro interno, non sono fatte per essere ricaricate. Sebbene sia possibile rabboccarle con un po’ di mAh il rischio è di farle surriscaldare con possibilità di esplosione o perdita di liquidi corrosivi. Ecco quindi l’utilità di un circuito elettronico atto a tenere sotto controllo lo stato di carica ed agire di conseguenza.

A questo punto vi consiglio di leggere questa recensione del prodotto, peraltro abbastanza positiva. Da un commento si evince però che nelle prove da loro effettuate risulta che Revita ha ricaricato le alcaline una prima volta fino al 60% della loro capacità, una seconda volta al 40% e quindi si sono danneggiate, nel senso che non è più stato possibile ricaricarle.
In effetti è il comportamento che più o meno mi aspettavo, più che di ricarica si dovrebbe parlare di rabboccare le alcaline, si immette una certa quantità di corrente al loro interno ma non si arriva mai alla carica precedente. Inoltre il processo può essere eseguito solo un numero molto limitato di volte.


E allora, se consumate davvero molte batterie stilo o ministilo, sarebbe più opportuno abbandonare completamente le alkaline e passare definitivamente alle ricaricabili NiMh. Ormai hanno costi più che accessibili e garantiscono 1000 e più cicli di ricarica. Quindi questo Revita è un buon acquisto? Secondo me si, si tratta comunque di un valido prodotto e, al limite, lo utilizzate quasi esclusivamente con le NiMh.
In alternativa potrei proporvi l’ottimo Technoline BC700, caricabatteria intelligente con funzioni di carica, scarica e test, con comodo display lcd per verificare la capacità in mAh.

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