Viaggio al centro della terra 3D

Visto al cinema Viaggio al centro della terra 3D in versione stereoscopica. Impressioni sul film e sull’esperienza tridimensionale grazie alla speciale visione con gli occhiali a lenti colorate per la fruizione in 3D. Cosa c’è di diverso. E’ davvero così coinvolgente? Ne vale la pena? L’esperienza visiva è tanto migliore di una tradizionale visione 2D?

Come anticipato nell’introduzione dell’articolo, ho appena visto al cinema il film Viaggio al centro della terra in versione 3D.
Eh si, questa ultima puntualizzazione non è così scontata, sebbene la parola 3D sia presente all’interno dello stesso titolo del film ben poche persone hanno avuto modo di gustarselo in una modalità “realmente” tridimensionale. Complice la scarsa diffusione di sale attrezzate per questo tipo di visione.

Perché non tutte le sale cinematografiche trasmettono questi film in 3D? Semplice, per una visione stereoscopica è necessario indossare speciali occhiali e, con le tecniche utilizzate oggi, la sala deve disporre di due proiettori distinti.
Va da se che pochi cinema hanno intenzione di investire soldi in costose attrezzature, almeno fino a quando non si sarà affermata tra il grande pubblico l’abitudine a “scegliere” film in 3D come alternativa ad una visione “tradizionale”.

Sebbene avessi già avuto modo di guardare in passato alcuni video tridimensionali, ero fermamente intenzionato ad andare esclusivamente in una sala che permettesse tale tipo di visione. A tal proposito potete trovare una lista di sale divise per regione in questa pagina.

Girovagando per la rete ho scoperto che nel recente passato sono usciti diversi titoli 3D, film che magari avevo già visto in modalità 2D. Inoltre si sta creando una sorta di comunità di appassionati che, sempre più numerosi, imparano ad apprezzare i vantaggi della visione stereoscopica ed ovviamente richiedono a gran voce l’uscita di nuovi film tridimensionali.

Riservo ad un articolo futuro spiegazioni dettagliate sulla visione stereoscopica e le varie tecniche presenti, passate e future per ricreare questo effetto. Per il momento mi limiterò a descrivere sommariamente cosa c’è di diverso in una visione 3D rispetto ad una “tradizionale”.

Parte la visione!

Bando alle ciance… si entra al cinema. Prezzo maggiorato, tipico per le visioni 3D. Daltronde la speciale attrezzatura ha un costo elevato e l’euro in più (in alcuni casi anche 1.5 €) serve proprio a giustificare l’investimento sostenuto.

Una simpatica ragazza consegna prima dell’ingresso in sala degli speciali occhiali in plastica rigida. A prima vista sembrano dei futuristici occhiali da sole con lenti a specchio, ad una analisi più attenta (ed in controluce) si nota però una leggera dominante cromatica:  la lente destra è leggermente blu e quella di SX rossa.
Un piccolo foglio consegnato insieme al biglietto ci ricorda che in caso di smarrimento o rottura dei suddetti occhiali dovremo corrispondere la cifra di 40€ come risarcimento.

Qualche pubblicità e poi… la fatidica scritta sullo schermo che invita gli spettatori ad indossare gli occhiali speciali.
Iniziano i trailers dei futuri film in 3D, si vedono vari oggetti fluttuare nell’aria, fuori dallo schermo, sulle teste delle persone nelle file davanti la nostra. Oggetti che si avvicinano a tal punto da farci venir voglia di allungare una mano per toccarli. E quando si avvicinano troppo viene quasi naturale scansarsi per evitare di essere colpiti.

E così anche per tutta la durata del film, un’ora e mezza di immersione in un ambiente tridimensionale. Il film che non è più solo davanti a noi ma…. intorno a noi! La prima frase che mi è venuta in mente è stata: “perché fino ad ora ci hanno costretto a vedere solo film normali”?

Davvero la visione 3D non è in alcun modo paragonabile a quella tradizionale. Giusto per fare un esempio, il film in se non è un granché, quasi banale con scene esagerate, inverosimili e platealmente errate/assurde sotto diversi punti di vista. E’ pieno di situazioni improponibili, al limite della sopportazione. Eppure tutti sono usciti dalla sala soddisfatti per la straordinaria esperienza visiva, il film in se passava in secondo piano rispetto allo stupore per quella miriade di piccoli oggetti che fluttuavano fuori dallo schermo. L’uccellino blu in particolare era eccezionale. E lo yo-yo lanciato verso il pubblico? Paura!! Le scene “memorabili” per il loro effetto 3D sono davvero molte e a lungo ci siamo soffermati per discuterne dopo la visione del film.

Immagino che chi abbia visto la versione in “semplice 2D” avrà un giudizio su questa pellicola completamente diverso. Sarà la novità, sarà che non siamo abituati ma certo è che questo Viaggio al centro della terra in 3D vale davvero il prezzo del biglietto.

Ovviamente  è partita la caccia al prossimo film in 3D. Non voglio perdermi tale esperienza visiva per i titoli che in futuro verranno proposti anche in versione tridimensionale.

Aspetti negativi

Eh si, ci sono anche alcuni aspetti negativi, marginali ma comunque presenti.
La visione mediante occhiali speciali risulta quasi “forzata”, innaturale. Di fatto provoca un certo stress visivo. A dirla tutta non pensavo che si potesse vedere un intero film in 3D. Ed invece mi son ricreduto, dopo il primo quarto d’ora ci si abitua e quasi non si avverte più la sensazione di fastidio.
Sembra che si tratti di un problema tipico della visione con gli occhiali a lenti colorate, problema pressoché assente con i nuovissimi occhiali elettronici con lenti LCD oscurate in sincronia con le immagini dello schermo. Vedremo…

Ho avvertito inoltre una certa difficoltà a spostare lo sguardo su un oggetto fuori fuoco. I registi (ma anche i semplici fotografi) usano una messa a fuoco selettiva per convogliare l’attezione dello spettatore su un determinato particolare. Normalmente si ha comunque la possibilità di spostare lo sguardo in un qualunque punto dello schermo, questa pratica risultava però in questo caso decisamente fastidiosa. Dopo  un certo tempo ci si sente quasi “obbligati” a guardare in un determinato punto, pena il mal di testa :)

Poi ci sono gli oggetti troppo vicini o che comunque non possono essere visti chiaramente. Vedere qualcosa sullo schermo e non riuscire a focalizzarlo correttamente è decisamente irritante. Fortunatamente questa situazione è piuttosto rara.

Ultimo appunto, ho avuto l’impressione che i colori fossero “sbiaditi“, troppo tenui, alcune scene apparivano quasi in bianco e nero. Dovrei osservare anche la versione in 2D per comprendere se si tratta di una scelta del regista o una naturale conseguenza delle lenti con filtri colorati.

In definitiva, le tecniche per la visione stereoscopica sono ovviamente migliorabili ma, riescono comunque a garantire una straordinaria esperienza visiva.

Per il vostro prossimo film al cinema scegliete una visione in 3D! :)

P.S. Leggo sul sito ufficiale (in Inglese) del film che il DVD ed il BLU-RAY usciranno anche in una edizione speeciale limitata contenente le due versioni (2D e 3D) con in bundle ben 4 paia di occhialetti in cartone per la fruizione in modalità tridimensionale.

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