Acquisti tecnologici: seguire la massa per una vita rilassata e… limitata

Per quanto riguarda la tecnologia è più che mai valida l’equazione: “prodotto_più_diffuso=meno_ problemi“. Con meno problemi si intende il maggior supporto da parte dell’azienda produttrice e una vasta comunità di utenti in grado di dare consigli o suggerimenti. Acquistiamo un prodotto, rileviamo un presunto malfunzionamento , se il prodotto in questione è molto diffuso allora è probabile che lo stesso problema si sia manifestato a molti altri acquirenti e qualcuno di essi sia riuscito a venirne a capo pubblicando poi online la procedura per risolverlo. Quindi facciamo una rapida ricerca in internet, seguiamo passo passo la procedura e siamo a posto. Al contrario se il nostro prodotto è “raro” rischiamo di spendere parecchie ore del nostro tempo inutilmente.


Se quanto acquistato presenta realmente un difetto di fabbricazione allora siamo costretti a ricorrere alla garanzia. Anche qui se è molto diffuso allora possiamo ragionevolmente presumere che l’azienda produttrice abbia un buon servizio post vendita, un numero elevato di centri di assistenza e procedure efficienti al fine di garantire la soddisfazione del consumatore. E se il prodotto in questione è semisconosciuto? Prepariamoci  a spedirlo in un centro chissà dove che a sua volta lo spedirà nel paese di origine e, se tutto va bene lo riavremo funzionante appena in tempo per la fine del periodo di garanzia :P

Ovviamente il discorso si può estendere a molte altre categorie di prodotti, dal software al settore automobilistico.

Però, se tutti seguissimo la regola dell’acquisto in base ai gusti della massa rischieremmo di creare un mercato assolutamente piatto. Tutti uniformati e standardizzati. Nessuna scelta e varietà. Uno scenario impensabile: tutti con cellulari Nokia, computer Dell con sistema operativo Windows, televisori Sony e così via. Tutti con prodotti con le stesse caratteristiche e… limiti.


Fortunatamente ognuno di noi presenta differenti esigenze e dà priorità diverse ai molteplici aspetti di una stessa tipologia di prodotti.
Poi ci sono quelli che per scelta personale prediligono prodotti “diversi”, alcuni vogliono semplicemente distinguersi, altri invece hanno richieste talmente specifiche, di nicchia, che non possono in alcun modo accontentarsi del prodotto standard adatto alla massa. Definirei quest’ultima categoria come “i coraggiosi” o “gli sperimentatori”, persone in grado di affrontare un salto nel buio acquistando od utilizzando prodotti assai poco diffusi. A volte poi capita che tali prodotti presentano in realtà pregi tali da permettergli un’adeguata diffusione anche all’interno della massa di utilizzatori comuni. Gli sperimentatori sono quindi dei “pionieri” che provano, analizzano e valorizzano le novità decantandone al grande pubblico caratteristiche e pregi.
Dobbiamo ad esempio ringraziare questi pionieri se oggi Linux presenta caratteristiche tali da essere regolarmente utilizzato da circa 30 milioni di utenti (stima Linux Counter)

Credo che un mercato sano debba sempre comprendere queste diverse categorie di consumatori, mantenere un giusto equilibrio tra standardizzazione e sperimentazione. La standardizzazione è fondamentale per garantire facilità di utilizzo, adeguato supporto nonché prezzi “popolari”. La sperimentazione invece garantisce crescita ed innovazione, i prodotto realmente validi potranno poi divenire di massa, quelli meno validi o comunque non adatti a tutti potranno ritagliarsi uno spazio di utilizzatori fedeli o cadere nel dimenticatoio.

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